Sfide possibili: coltivare nel deserto

Coltivare nel deserto è una sfida per il futuro sempre più arido che ci attende, per questo sono molto interessanti i risultati dell’innovativo mix di acqua e argilla che la startup norvegese Desert Control sta testando a Dubai dove i primi orti impiantati nel deserto hanno dato i loro prodotti.
Trasformare il deserto in orto è l’obiettivo di Desert Control che, nel 2018, ha iniziato a condurre test in laboratorio e sul campo insieme al Centro internazionale per l’Agricoltura Biosalina di Dubai (Icba). A rendere possibile l’impresa è la liquid nanoclay: un composto d’acqua e argilla che penetra nel terreno contribuendo a fertilizzarlo.
Gli Emirati Arabi Uniti sono costretti a importare circa il 90% del cibo che consumano, per loro coltivare il suolo è quindi una priorità. Durante il lockdown i test nei laboratori sono stati interrotti, quelli sul campo sono invece continuati e sono così apparse le prime foglie. Gli esperimenti hanno mostrato che l’uso della nanoargilla liquida porterebbe un vantaggio anche dal punto di vista idrico, riducendo il consumo di acqua di oltre il 50%. A marzo un team di esperti è andato a Dubai per piantare i primi semi di angurie e zucchine in un’area molto arida. Dopo cinque mesi la sabbia ha lasciato spazio alle foglie rigogliose di frutta e verdura.
Secondo la compagnia norvegese per trasformare un terreno arido in uno arabile occorrono solo poche ore. Dopo questi risultati si continuerà a testare l’efficacia della nanoargilla liquida con vari metodi d’irrigazione e terreno e, soprattutto, si verificherà che l’introduzione di quest’elemento estraneo all’ecosistema desertico non ne comprometta il delicato equilibrio. Se i risultati dovessero essere positivi questa nuova formula permetterebbe di creare orti in molte aree del Pianeta in cui è oggi impossibile coltivare.

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